Quella di Nora è attualmente una delle aree archeologiche più importanti e visitate di tutta l’isola.
Venne fondata presumibilmente attorno all’VIII secolo a.C., in un punto strategico della costa meridionale dell’isola, inserita tra una laguna e un promontorio affacciato sul mare.
Tutta l’area era già abitata precedentemente in epoca nuragica da genti locali e col tempo divenne una città potente e ricca prima sotto Cartagine (V secolo a.C.) e poi sotto il dominio di Roma (III secolo a.C.-IV secolo d.C.). Già nota nelle antiche carte risalenti ad età romana, e soprattutto dopo la scoperta, a metà del 1700, della famosa “Stele di Nora” (il più antico documento scritto del Mediterraneo occidentale), venne portata alla luce a partire dalla fine del 1800, dopo che una mareggiata nei pressi della vicina chiesa di Sant’Efisio portò alla luce i resti del tophet (santuario-cimitero infantile di età punica).
L’area archeologica offre ai visitatori una serie di importanti strutture, risalenti perlopiù ad età romana. Tra queste vi sono i resti di un acquedotto, le terme, un tempio dedicato ad Esculapio, un teatro con mille posti a sedere, un quartiere artigianale e delle abitazioni signorili. Indubbiamente però, l’aspetto più affascinante del sito è dato dalla presenza di splendidi mosaici di età imperiale (I-III secolo d.C.) che risentono dell’influsso artistico della città di Cartagine.
Recenti indagini archeologiche hanno portato alla luce una necropoli di età fenicia e una grande piazza lastricata (circa 400 metri quadri di ampiezza) con al centro i resti di una fontana risalente ad età romana.
Nei pressi della città è possibile visitare la torre di epoca spagnola (torre del Coltellazzo) e la chiesa romanica dedicata a Sant’Efisio (celebre per la sagra omonima).
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Lunedì / Domenica 9:00 – 20:00
Accessibilità: Buono
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